17 ott 2013

Alice Munro - Recensione per un racconto: "Mobili di famiglia" - Tre storie e un lettore


Ve bene fare mini-recensioni,  ma recensire un racconto (breve) da un libro di racconti (brevi) ricorda un po' quella pubblicità del "ti-piace-vincere-facile?" 

Inserire la recensione in una tripletta e dedicarle solo le ultime tre righe, poi, fa pure sospettare una certa ossessione numerica.
E' che se no l'idea mi scappa
Allora, ho letto in sequenza : Il senso di una fine - L'amore è un difetto bla bla e sto leggendo Munro: Nemico, amico etc.
In particolare ho appena letto "Mobili di famiglia"
Le tre storie girano attorno ad una agnizione, insomma a una paternità  ignota.


Certo è una coincidenza, ma sicuramente la difficoltà di riconoscere o di vedere, che impedisce ai rispettivi protagonisti di capire qual è la verità, fa riflettere.

Per Barnes l'agnizione è il cerchio che si chiude, la spiegazione (che poi non spiega del tutto) di una fine che ha avuto un principio non si sa dove non si sa quando, offuscata da un ricordo che crea una versione edulcorata di noi e romanzata degli altri.
Per Simsion  è un espediente. Capiamo fin dall'inizio quanto sia funzionale alla commedia degli equivoci che ha fatto il successo di film come Tre uomini e una culla o Mamma mia, ma i riferimenti potrebbero andare al vaudeville e a Feydau.
Per la Munro,  l'agnizione svela il cinismo che la protagonista (una scrittrice, è lei?), dona al suo lettore, regalandosi impietosamente, generosamente sincera. E alla fine "Mobili di famiglia" - il titolo del racconto - non suona più così banale, ma tristemente sarcastico.

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