08 gen 2014

Pensiero stupendo 3 – Come i Simpson

Tre personaggi in cerca d’autore, altro che.
Io mammà e te seduti sul divano rosso mattone (ma se uno vuole un divano rosso perché non rosso vivo e rosso mattone che è un “vorrei ma non posso”?, sei stato sempre -come al solito- indeciso “rosso acceso? non ti pare troppo aggressivo?” e poi “te lo vedi tutti i giorni quel rosso nel bel mezzo della stanza?” e sì,io me lo vedevo, me lo potevo proprio immaginare bene; quello che non ci sta bene è il tuo posteriore, quella nuca che vedo, per prima cosa, quando entro in casa con i sacchi della spesa e da quella nuca, nuca parlante, escono le solite cose “che si mangia stasera?” , “hai comprato le fettine?”)

Eccoci qua io te e mammà seduti sul divano come i tre personaggi in cerca di autore. Ah ah proprio la Compagnia dei Giovani, te la ricordi?
Arrivavano quei personaggi e parlavano già allora in modo desolatamente arcaico.
“Lor Signori scusino, è qui il teatro dove possiamo rappresentare la nostra Commedia?”

Ed ecco, qua è il contrario perché la commedia o la vita vera sta là davanti a noi seduti sul divano (mattone) a guardare il tg o il reality
Oggi però ci sta il varietà

“Perdere l’amore…quando si fa sera…”
Sto Massimo Ranieri invecchia e si tinge i capelli, che poi gli uomini non hanno quella consuetudine con la tintura, cercano di essere com’erano e perciò paiono vecchi, che se si mettessero una bella parrucca in contrasto tipo Andy Warhol almeno sarebbero un po’ interessanti, ma non si può proprio vedere la ricrescita e quella tonalità caffè.
Ah, mi ricordo il mio insegnante di matematica delle medie, che un giorno gli hanno sbagliato la tintura e ha fatto lezione almeno per una settimana con il cappello in testa, e se uno rispondeva sbagliato all’interrogazione diceva con un sospiro “...errori da barbiere…”

“Ma è Massimo Ranieri?”
Chiede mammà che non ci vede molto bene ma è sempre più presente di te e del tuo posteriore
“Si mammà”
“Quanto si è fatto vecchio”
Si mammà si è fatto vecchio ma non lo dico forte perché anche tu ti sei fatta vecchia e anche io mi sto facendo vecchia. Roba che se vedo dopo tanto tempo qualche compagno di classe mi pare che si sia divertito a mettere una pancia finta e una parruccona di capelli grigi in testa …
Per fortuna c’è il “cinema”. I nostri pomeriggi nella stanza che poi dobbiamo mettere in ordine che manco CSI trova una traccia di noi.

Tre personaggi sul divano come ogni sera. Ognuno con la solita battuta e il sottotesto.
Ah il sottotesto è importantissimo nella commedia, perché ogni personaggio non sempre dice quel che dice.
E’ un po’ come nei fumetti dove vedi il fumetto – appunto - con quello che dice e la nuvoletta, dove c’è quello che pensa davvero.
Ecco noi tre, modalità Simpson sul divano, con i fumetti e le nuvolette

“Perdere l’amore quando si fa sera…” canta Massimo
“E’ tanto che non si vedeva in tv”
Dice mammà, e intanto nella sua nuvoletta si vede quel pezzo di cioccolata amara che ha nascosto perché ci ha un po’ di diabete e si vede pure la mia faccia che da un po’ di tempo è cambiata, sembra diversa e la nuca del genero che la invita a fare gli esami dal dottore e quel vestitino a fiori che aveva da piccola uguale alla sua sorella con il collettone grande bianco e poi…ancora quel pezzo di cioccolata

“..quando tra i capelli un po’ di argento li colora…”
“Appunto” dico io “lasciateli grigi…”
Per fortuna c’è lui che mi fa sentire giovane; nella mia nuvoletta appare quel completo comperato per quel capodanno che è stato un disastro e non l’ho indossato, un completo rosso (non rosso mattone), reggiseno e culotte con un po’ di pizzo, mi sta ancora bene e sta bene con la mia carnagione ,non fa volgare, e già lo vedo - quando saremo “al cinema” - e sorrido al suo sguardo impertinente. No, non sento rimorsi, non è peccato. E se è un peccato dio mi strafulmini voglio morire così con il completo rosso tra le sue braccia.
Ah come vorrei lasciare stampato un bel bacio su quel letto da CSI: due labbra rosse rosse sulle lenzuola bianche  bianche.

“Lasciami gridare …rinnegare il cielo”
“..hummmm” dici tu: un risotto ai funghi, ma no forse al radicchio, vabbé, lei lo fa sempre troppo scotto o troppo al dente e poi si sbaglia col sale altro che quelli di Masterchef (mi sta diludendo, muoro, ah ah)

“ma si tinge i capelli?”
(...Mammà lo sai che si tinge i capelli, un sessantenne nero corvino che assomiglia sempre più ad Eduardo…)
...questa sera prima di andare a letto lo farò sparire quel pezzetto di cioccolata

“Domani mi andrebbe il risotto ai funghi”
...domani mi andrebbe il risotto ai funghi

“Beh però canta ancora bene” Abbozzo
...non voglio perdere l’amore, anche se si fa sera, voglio che duri e voglio mettere il completino rosso domani, rosso, rosso vero non rosso mattone, rosso fuoco, rosso iungla appunto, come in quel film che...

prendere a sassate tutti i sogni 
ancora in volo
Li farò cadere ad uno ad uno



"plop", "plop", "plop"






eds dedicato al rosso e al peccato (numero tre della trilogia)

Insieme a:
- Dario con Lisa Borletti
- Dario con Turi Pappalardo
- Dario con Lucevan li occhi suoi più che la stella-
- Gordon Comstock con Il peccato più grande
- Fulvia con Biancaneve-
- Hombre con Present continuous
- Melusina con Gloria Mundi e Red Velvet
- Gabriel con Cave Cave Deus Videt





6 commenti:

  1. Come mai i tuoi commenti li devo scrivere sempre tre volte? Sarà il captcha?
    Avevo scritto che lui, quello della nuca, è proprio come Omar Simpson, non riesce a pensare niente di più di quello che dice, ciambelle ciambelle ciambelle, ahaha :D

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  2. non so,da ieri non mi funzionano bene neanche a me con gli altri blog come ti ho scritto in altro post
    risotto risotto ah ah
    domani giuro mi metto lo smalto

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  3. Quella nuca mi è diventata un incubo: sai descriverla come una delle cose più schifaus che una moglie sia costretta a vedere. E poi quel plop plop plop finale è pura genialità.

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    1. grassieeeeeee, purtroppo qualcosa di autobiografico c'è (ma ho mischiato il peggio e il meglio come la tipa quando parla delle sue amiche) ho anche un altro incubo collegato al risotto, ma lo svilupperò in altra sede... scrivere è catartico

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  4. Ti leggo sempre con piacere e divertimento

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