14 gen 2014

Trentatreminuti





Trentatreminuti
Ore 10 e 54
L’orologio del pc fa le 10 e 54 e ho solo 33 minuti per risolvere ‘sta faccenda.
L’avevo capito che non era facile fin dall’inizio. Quando era arrivata quella mail, anche se in un primo momento ho pensato ad uno scherzo.
Rufus51 – è questo il mio nick – diceva il titolo della mail, Rufus51 hai un’ora a disposizione su BANG, la nuova startup dei desideri.
Figurati! Sono stufa di gente che mi scrive, che mi telefona (ma non odiate anche voi quelle voci monotono squillanti che vi chiedono quanto consumate di luce gas acqua telefono?)
“No, sono single, quanto consumo, non lo so”  Ha figli? “ No solo due gatti “( e qua già capiscono che la sto prendendo poco sul serio…) “  “Quanti anni ha il capofamiglia” (Maro’ sono sempre e solo io abbbaaastaaa…)
Ecco, da cretina mi sono persa un bel po’ di tempo in pippe mentali varie prima di aprire la mail di BANG.
Così, ora che l’Ile mi telefona e io  cazzeggio raccontandole della mail della piattaforma dei desideri, lei ammutolisce un secondo e poi mi urla “Angieeeeeeeeeeeee, ma dove vivi? Sbrigati hai solo un’ora, anzi 40 minuti di tempo…”
Ecco e poi ho perso altri 10 minuti a vedere chi altro aveva desiderato su BANG e ho visto di quella che si è rifatta tutta che sembra che ha 18 ma ne ha 62 come me e di quello che si è comprato la villa come Clooney e di quello…
E sotto, sotto, il cervello lavorava e lavorava (ma cosa voglio veramente? Un bel lifting, un teatro intero per rappresentare quel che voglio, soldi soldi soldi, mille gattili, sette badanti per mammà, cento borse kelly, un guardaroba di chanel, tre appartamenti, un negozio tutto mio, cavolo ma che cavolo di desideri mi vengono in mente), mentre leggevo le “storie vere” di chi aveva vinto con BANG.
Ore 11 e otto minuti e sono ancora qui, in uno stato d’animo piuttosto confuso, perché in fondo non ci credo ancora, ma come quegli atei ottimisti penso che non ci credo ma ci spero. E nello stesso tempo sono sommersa dal senso di inadeguatezza della mia wishlist.
E allora penso a quando è stato il momento esatto in cui ho smesso di desiderare qualcosa di possibile… questo mi fa venir un mezzo coccolone, ma sono in ufficio non ho né i tranquillanti né accesso ai gatti.
Sta per venirmi un attacco di panico. Ma ci si può far venire un attacco di panico perché non si sa cosa desiderare?
Sì, mi rispondo da sola, ricordandomi  quella volta che, causa innamoramento, ho dovuto ricorrere a un professionista perché non reggevo la contentezza (lui mi ama! Lui mi pensa! E mi telefona ogni sera! Oh mio eroe… oddio. ma se non mia amerà più o non mi penserà… o ma forse si è già stancato e .. quando mi telefona? forse è meglio che gli telefoni io e via di questo passo verso il delirio…)
Googlo: i migliori desideri di BANG
In due millisec becco la Miglior risposta di Yahoo:
Secondo una statistica i migliori desideri di BANG non sono stati ancora espressi. Il gioco ha visto numerosi vincitori cadere subito dopo nella depressione per la consapevolezza di avere sciupato una occasione unica nella vita
Oddio sento il cuore che batte forte forte forte; apro un’altra finestra su youtube: devo vedere gatti pazzi, filmati cretini così mi calmo. Così ora sulla barra, oltre all’orologio, c’ho ridotte milleuna finestre, tra le quali quella con su scritto in grande BANG!!!  E non ho il coraggio di aprirla

Ore 11 e 19. Lo so, lo so, se perdo tempo a guardare l’ora perdo ancora tempo.
Chiamo al telefono l’Ile e le chiedo “tu cosa chiederesti” e l’Ile mi manda un po’ a quel paese perché c’ha tre figli senza lavoro…
Allora penso che non me lo merito, se non ho neanche un desiderio bello pronto, che me lo merito a fare?
“Dlen” arriva un’altra mail.
“Rufus51 non hai ancora espresso il tuo desiderio, hai solo tre minuti”
Ora mi sono stufata, non reggo più lo stress, faccio come le reginette di bellezza e scrivo la pace nel mondo e li mando tutti a farsi fottere.
Ma all’ultimo momento non so che mi prende. Ricordo un giorno felice. Papà mi ha portato al cinema e ha promesso il gelato. Sono le cinque e fa buio. Vedo le luci all’interno delle case e penso a tutte le famiglie con i bambini che stanno facendo i compiti e io invece sono a spasso con Papà e ho visto Lilli e il vagabondo che mangiavano spaghetti e polpette e poi mangiando lo stesso spaghetto si sono  toccati il muso e si sono dati un bacino e poi…
Voglio tornare indietro

..
Sono le cinque del pomeriggio e sto ben attaccata alla manona di papà che è un po’ grasso e cammina  quasi saltellando per farmi ridere, hop hop saltella come i cartoni che abbiamo visto.

Non so, mi sento stordita. Poco fa ho sentito come un BANG e non mi ricordo bene. Quante luci già accese nelle case. Ah ah, dentro ci sono i bambini che fanno i compiti. Io invece sono andata al cinema…



questo raccontino
partecipa a EDS 33 
sempre aperto della Donna Camèl
 (mi ci sto proprio divertendo)



insieme a

- Metropolis Melusina
- 33 minuti - Pendolante
- Pane al pane - Lillina
- Il regalo di compleanno - Speaker Muto
- Gianni e Cettina - Dario
- Prova prova sa sa - La carta
- Fast&Furia - MaiMaturo

4 commenti:

  1. Non è che mi passi il link? :-)

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  2. Hai visto quel posto dove si scrive per 20 minuti? http://www.galliziolab.com/ mi sono iscritta anch'io ma non ho ancora scritto niente aspetto

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