06 mar 2014

N. 2 – Giallo canarino

Ci vollero 3 giorni prima di scoprire il corpo della signorina Ferri.
E per fortuna che furono solo tre perché i due gatti (due veri e propri vitelli, altro che) erano ormai superaffamati e già gironzolavano attorno alla salma…
La signorina Ferri -  buonanima - ricordandosi di un articolo sull’argomento, lasciava sempre una abbondante scorta di crocchette… non si sa mai, le capitava un colpo e poi le creature non avevano la pappa...che orrore!

Insomma erano già passati tre giorni quando l’ispettore Cortese (di nome e di fatto) fece il doveroso sopralluogo insieme ai suoi.
La Ferri viveva in una mansarda stretta e lunga un po' buia ma fornita di una grande terrazza.
Il corpo era proprio di fronte alla porta d'ingresso. Una gamba indicava sguaiatamente la ciotola dei mici ormai quasi vuota, gli occhi sbarrati fissavano il soffitto, gli occhiali le erano caduti di traverso: sui sessanta, pensò Cortese, escluderei il movente passionale.
Sul tavolo tondo la borsa rovesciata vomitava  le solite cose: chiavi, scontrini, caramelle, biglietti del cinema, vecchie bollette e un fazzoletto ciancicato.
Non c'era un gran disordine, forse non si trattava neanche di un furto andato a male.

“Nel sottotetto, là dove c’è una specie di  guardaroba,  c’è un mucchio di vestiti fatti a pezzi ..”
“Ma vestiva solo di nero?”
“Si, quasi tutto nero o grigio, difficile distinguere, gli abiti sono tutti tagliati, le fodere strappate”
“Causa della morte?”
“Difficile dire, non ci sono ferite evidenti o segni di soffocamento, certamente qualcuno è entrato per rubare, ha  aperto lei perché non c’è stato scasso, l’espressione e la posa fanno pensare a una colluttazione. Ha aperto la porta a qualcuno che probabilmente conosceva o si era preannunciato e poi è successo qualcosa”

“Effettivamente l’espressione del viso è inquietante” confermò Cortese guardando la faccia stralunata della signorina e la postura scomposta (ah, quanto sarebbe spiaciuto alla signorina Ferri, che si raccomandava addirittura con le amiche: se muoio mettetemi il mio completo Armani grigio perla e un po’ di trucco, non voglio sembrare una vecchia, voglio che dicano “anche da morta è cooooosììì fine” e poi rideva e rideva con quel verso un po’ strano e gli occhi che diventavano piccoli piccoli e sembrava davvero anche lei un gattino, altro che quei due manzi che si teneva in casa!)

“Chi ha avvertito?”
“La sua amica, la signora Passagnari.. si telefonavano ogni sabato per andare al mercato, non ne saltavano uno… se pioveva andavano in macchina al centro commerciale, insomma non mancava mai l’appuntamento con l’amica. Si è preoccupata, perché la Ferri non rispondeva ai messaggini, e a un certo punto il telefono non era più raggiungibile.. eh già ormai si era scaricato…
Allora è venuta qui e si è fatta aprire dalla padrona di casa, che abita qua sotto.. quella non voleva, ma poi alla fine, anche lei aveva visto la bici parcheggiata in cortile e ferma da tre giorni e non sentiva nessun rumore da sopra ( e la Ferri, sa era un po’ sorda, di rumore ne faceva un sacco, soprattutto la sera) …dice che da un po’ sentiva soltanto miagolare e allora si è convinta e hanno aperto e… “

“Chi altro è entrato?”
“E chi ispettore? solo la padrona e la Passagnari, e poi noi... ma quelle due sono entrate e uscite, anzi stanno ancora nell'appartamento di sotto spaventate a morte che piangono (per fortuna la signora del secondo piano ha dato loro qualcosa e si stanno un po’ calmando)…non dovrebbe essere stato toccato nulla…”
“a parte i gatti…”
“beh, si sa, i gatti qualcosa avranno spostato, ma vede tutto quel pelo sul divano e su quel cuscino? Se ne sono stati probabilmente buoni là a dormire, in fondo non avevano neanche finito tutte le crocchette, guardi lì”
L’ispettore, che di gatti ne sapeva, guardò la ciotola indicata e sospirò, se i suoi pensavano che quei pochi rimasugli avrebbero mai potuto essere presi in considerazione da un gatto, per quanto affamato…
“Portateli via- disse - prima che combinino davvero qualche guaio”


***
“La signora Passagnari?
Un singhiozzo, il capo fa cenno di sì, non riesce a parlare.
Ha una giacca Chanel giallo canarino ornata da una pesante passamaneria nera e tiene sulle ginocchia la borsa, che è un po’ vecchia ma di marca, aspetto da nobile decaduta.
“Si faccia coraggio, solo qualche domanda e poi la facciamo andare a casa…"
"Ma chi, chiiii  può essere stato?" singhiozza lei
"Presto per dire, a prima vista però non mi sembra proprio la scena di un delitto passionale…”

Il viso è dolce, la bocca ancora bella  sottolineata dal rossetto color geranio, gli occhi si sgranano, si vede chiaramente il pensiero che passa “perché lei non crede, perché abbiamo una certa età, che qualcuno ..”(ma il pensiero resta inespresso) e  risponde solo ”beh, certo, in fondo facevamo una vita molto ritirata, l’unica distrazione il mercato, sa, ci piaceva andare alle bancarelle dell’usato ogni domenica, quelle delle signore del Charity, così in fondo spendevamo poco e facevamo anche la beneficenza… perché io quando ho qualcosa da buttare..”
e qui la Passagnari si distrae e comincia con una pippa tutta sua  sulle cose che  non vanno buttate ma riusate e sulle dame del Charity Shop, che loro sì fanno del bene e rilasciano pure gli scontrini - di questi tempi - altro che,  perché la roba viene da gente per bene, non solo vestiti ma anche bei mobili e occasioni, si sa poi  che quando uno muore ci si libera di molte cose, ma perché buttare e che ci si trova di tutto e poi riparte con il  riciclo e la raccolta differenziata e il valore delle bottiglie di vetro e i tappi di plastica, che lei raccoglie perché con un tot ti danno la carrozzella, e poi  finisce per raccontare del vicino che ha messo tutte le foglie secche nel cassone dell’umido e allora lei ha chiamato i vigili, ma per dispetto lui…

E non solo è lunga nel parlare, ma alle volte prende certe pause, cercando pazientemente la parola giusta -perché di tutto si potrà dire ma non che la Passagnari non sia una persona precisa - delle pause così lunghe che ci passano carri, treni interi, e poi nel cercare la parola guarda anche in alto come a sceglierla da un immaginario scaffale…ecco anche ora sta esaminando i termini ad uno ad uno lentamente….

“Signora Passagnari - Cortese riesce a insinuarsi nel controtempo della pausa -  le ho chiesto se la Ferri le ha mai detto di avere qualche nemico, se temeva qualcosa…”
“ma noooo!”

“Può venire  gentilmente di sopra con me…(lei prende il respiro a fatica, la bocca si atteggia a un piccolo oh di stupore – ma stretto e molto controllato -  sgrana ancor più  gli occhioni) ..
Nooo, tranquilla,  abbiamo portato via il corpo.. dico, può entrare con me e controllare… se vede qualcosa di strano? Mi hanno detto che i vestiti sono tutti ammucchiati per terra e strappati..”

La Passagnari si fa forza e sale con lui. Sono nel guardaroba.
“tutti abiti neri?”
“beh si, ogni tanto la spingevo a comprare qualche cosa di colorato, ma alla fine me lo regalava, perché non si sentiva di portarlo, vede, come questa giacchetta di Chanel.. io le dicevo, "guarda che a te sta molto meglio, io sono bionda non sto bene con il giallo", e lei allora insisteva “No, dai pigliatela tu Prudence" - mi chiamava Prudence, come la canzone, perché dice che sono prudente, cioè diceva che ero prudente” – e qua i singhiozzi coprono il parlato…

Dear Prudence – suona in testa all’ispettore Cortese, che anche lui è dell’epoca e ben si ricorda.
Dear Prudence, esci , c'è il sole, andiamo al mercatino, eh si si.
Forse non era certo quello il senso della canzone, ma da adesso in poi e per la vita Dear Prudence per lui sarà la signora Passagnari con suo Chanel giallo canarino che piange l’amica che non verrà più al mercato (sembra un’ode del Foscolo: All’amica che non verrà più al mercato).
Non c'è nulla da sorridere - pensa tra sé- l'amicizia è una delle poche cose importanti che ti resta a una certa età, ma si impedisce di pensare cosa sarà di lui, che le amicizie non le ha proprio coltivate, quando verrà il momento della pensione.

Ci sono delle immagini che ti si stampano in mente, vere e proprie foto con didascalia - pensa Cortese- e già vede la copertina di un vecchio giallo Mondadori con l'elegante Passagnari-Prudence che campeggia nel tondo mentre sul fondo una gamba sguaiata  sembra indicare la ciotola con  quattro crocchette.
Qui però la gamba indossa un tacco 12 e ha la calza a rete (bisogna vendere) e la Passagnari è in versione Grace Kelly...

Ma dove ha già visto...?

****
La contessa Ciari  in una delle ultime foto .
Vecchissima. Ha  un’età imprecisabile, oltre i  novanta , anzi più verso i cento. L'istantanea è presa ai tavolini del Caffè Italia, all'ora dell'aperitivo, sulla destra mezza faccia di Vania che sta parlando al cellulare, sullo sfondo altri tavolini con turisti e mamme con le carrozzelle.
Da lontano quasi non riesci più a distinguerli  dai bambini questi vecchi  rimpiccioliti portati in giro dalle loro badanti. Così è per la Ciari, l’ex di quello famoso implicato nei fondi neri. Si dice che abbia un patrimonio nascosto, di certo non si sa a che le serva, senza figli e  alla sua età, come ben diceva quello dei Malavoglia “la roba non te la puoi portare dietro”...
...neanche nel cuore di un  glorioso Chanel, giallo canarino, come solo una contessa può scegliere.


Il nostro Cortese ispettore si ricorderà della foto accoppiata al necrologio della Ciari?
La troverà Dear Prudence la chiave della cassetta di sicurezza, cucita tra fodera e teletta di rinforzo?
O la giacca ritornerà nel giro dei Charity dove tutto finisce nel variopinto mucchio conteso  da vecchie zitelle, nuovi poveri, immigrati e pensionati perditempo?

***
Epilogo
Stretti stretti in un'unica gabbietta i due micioni sono parcheggiati dal veterinario. Tremano, forse sentono nell'aria quello che può succedere e facilmente capita in questi casi.
Mamma ha aperto all'uomo cattivo ed è caduta.
L'uomo butta per terra i vestiti, li strappa, cerca nelle fodere.
Hanno gridato forte  maaaaaaaaaammmaaaaaaaaaa maaaaaaaaaammmaaaaaa
Poi lei non c'era più e per terra quella strana cosa che sa di carne e paura rinsecchita.
Li ha portati lì la donna gialla che odora di cane.
Maaaaaaaammma chiamano, maaaaaaaaaammma





Scritto per l' EDS GIALLO proposto dalla Donna Camèl

Partecipa insieme (salvo errori ed omissioni) a

Dario con i Bitols e Carmelo Sapienza
Melusina con Il numero 97
Hombre Ritratto in giallo, ocra e carboncino uno ( due e tre )
Michelarosa Il cane bianco 
Lillina Giallo di provincia

Marco con “Assassinio sull’Agreste Express
Pendolante con “Dolce come la morte” (parte IIIIII)
La Donna Camèl con “Ah, look at the lonely people” (parte III)
Calikanto con “I feel fine
Gabriele con  Lo strano caso del signor D., investigatore

10 commenti:

  1. Brava, ti muovi bene dappertutto ma il giallo ti dona

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  2. anche se dopo finisce che lo regalo alla Passagnari....(devo farglielo leggere alla mia amichetta)

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  3. Alcune immagini che ci regali sono davvero splendide e mi piace anche questa sorta di disarticolazione narrativa, peraltro solo apparente.

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  4. Ma accidenti, che ben congegnato! E quanto brio! Ma tutta la tua scrittura è asempre così, vivace, nuova. Brava.

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  5. Ogni volta leggerti mi stupisce. Ma che brava!

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  6. Anche la gatta di mia madre miagola chiamandola Mamma :-)

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  7. Inquietante assai l'idea dei gatti affamati e di quello che potrrebbero fare. Ora guardo ai miei mici che furono con altri occhi

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  8. @hombre + lillina e melusina grazie per i complimenti
    @calikanto e Pendolante vi aspetto al varco, avevo letto un articolo su una donna che viveva sola con i suoi gatti e mi sono convinta ad esagerare con le crocchette, i miei ancora però non mi chiamano bene maaaammma come vorrei - si è capito che la signorina Ferri sono io vero?

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  9. scusami mi sa che non sono passata a leggerti,ho un periodo incasinatissimo, ma l' ho letto adesso ed è davvero scritto bene, kiss

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