02 apr 2014

N.3 – Album di famiglia in un interno – bianco come il bagno nel mese dei lucci

Una volta (ahi sono vecchia), una volta, dicevo, era il bagno il centro della vita familiare.
Il candido bagno ha fatto da sfondo alle nostre prime fotografie di bimbi, quando ci fingevamo occupati in gran conversazioni al telefono della doccia, i buffi pennacchi in testa fatti con lo sciampo.

Era anche il posto dei segreti. A natale e pasqua e feste comandate, quando tutta la truppa si radunava per i megapranzi, e arrivavano zie e zii, cugini e cuginetti e perfino donne di servizio al seguito.

Ci si trovava lì, noi piccoli per architettare le  marachelle, i grandi per trattare in privato “cose di famiglia”, le foto ci immortalano dalla prospettiva della porta, seduti sul bordo della vasca come i ragazzi del muretto.

Sul bordo della bianca vasca stavano gli spettatori-attori del meraviglioso spettacolo del primo ciclo della lavatrice.
Papà recita i comandamenti del lavaggio automatico,  mamma esegue gli ordini mimando l'elegante casalinga della pubblicità. Le teste di noi bimbi ruotano insieme alla centrifuga, la donna di servizio  appoggiata allo stipite  osserva e sospira: finalmente non dovrà, in quella vasca, lavare a mano le lenzuola
(“Signo’ ie struscio struscio, ma la macchia nun se ne véne, chille u’ piccirillle s’è mangiata a ciucculata d’int’u lietto  più d’accussì nun se ne véne”)

******
Seduti sul bordo io, Sofia e Nino  guardiamo quel pesce che papà non ha avuto il coraggio di ammazzare.
Pepi -  il nome che in comune gli abbiamo dato- nuota nervoso nella vasca. Gira qua e là col muso che sbatte sulle pareti bianche.

E’ un luccio dentuto e terrorizzato che ogni tanto salta fuori con un guizzo cadendo rumorosamente sul pavimento e allora noi lo raccogliamo e lo rimettiamo dentro. Nino ha promesso che lo porta nella fontana del cortile della scuola, ma abbiamo paura che si mangi tutti i pesci rossi.

Di lucci ne abbiamo mangiati tanti, sono stoppacciosi e c’hanno un sacco di spine, ma il dovere del pescatore è mangiare il pescato, papà su questo è ferreo.
Prima però non ne prendeva quasi mai, ma questo mese di agosto, per una coincidenza di inspiegabili circostanze, torna ogni giorno vittorioso.

Nino fotografa in stile littorio: Papà con luccio -  Luccio grande nel piatto - Due lucci medi nel piatto - Papà fiero apre la bocca del luccio mostrando la feroce dentatura - Luccio con patate cotto da mamma.

Gli ultimi non li abbiamo più fotografati, mamma si rifiuta di cucinarli e li ha regalati alla portinaia, Maria, che ha i capelli bianchi e un dente d'oro proprio davanti, che quando parla fa un rumore come di caramella, perciò fa un po' paura.

Questo pesce non è morto sul colpo, è un vero combattente e la vasca è la sua arena.
Presto però ci stanchiamo di recuperarlo ogni volta che salta fuori e soprattutto di vedere i suoi occhi che sembrano fissarti disperati, quando sta sul pavimento e fa le virgole con la coda. Decidiamo che uno resta di guardia e gli altri due a giocare. Poi anche quello di guardia se ne va.

Viene la portinaia e mamma, stufa, ne approfitta e le sussurra se lo porti  via per caaaarità.
Ci siamo sentiti tutti male quando quella è venuta su e ci ha raccontato quanto era buono con la maionese, ma che botta in testa aveva dovuto dargli per stenderlo, una vera bestia.

La donna sospira e passa con forza il Vim per tutta la bianca vasca.
Potremo finalmente fare il bagno, ma per un bel po’ ogni cosa che cade ci ricorda il tonfo di Pepi, la fatale botta in testa e il rumore del dente-caramella.

“signò io struscie e struscie ma accà ci vole ‘a varechina ca l’odore du pisce nun se ne vene, nun se ne vene…”


questo  raccontino di famiglia è stato scritto come esercizio di scrittura per la DC
l'eds di aprile della Donna Camèl si riassume così:

scrivi una storia triste (ora non tanto ma allora lo era)
mettici un pesce (celo)
mettici il bianco (celo)
stai dentro due cartelle (3600 caratteri, puoi contarli qui) (e qui FATICOSAMENTE ci sono giusta giusta)
scrivi sul tuo blog e metti un link a tutti gli altri..


sono insieme a me... ancora io
Lamento di una giovane morta
Il soffio della vita
Austinu
Caramelle
Una mano di bianco
Chi s’è mai sognato di mangiare una rondine?

L'agosto del pesce volante e del pettirosso timido
Missisippi
La lista
Diffidenza
L'incanutito e la salata immensità
L'occhio del branzino deve essere bianco
EDS in piccolo
Minnie
La favola del pesciolino bianco e del principe pescatore
Le diottrie del sig. Paolo
La solitudine del sabato
Il pesce contacaratteri

Petr e la sua Mìlena

26 commenti:

  1. Delizioso! La dieta ti dona (Ma tutto ti dona a te, brava!)

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  2. <((((º> come sorride il pesce????? <((((º<

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  3. Ok ok ho promesso sincerità (come se non lo fossi sempre) dico, appunto perchè sei brava, potevi stare per intero nella traccia :) se ti devo muovere una critica è che il racconto è troppo poco triste per la nostra veneranda età .

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    1. Nono, non sono d'accordo: avevo detto che andava bene anche un racconto allegro che finisce male, avevo detto che non pretendevo una tragedia: basta la nostalgia che traspare, basta la botta in testa al luccio, basta il pretesto!

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    2. Uffi ma come l'ho letta la traccia dell'eds stavolta? Hai detto due cartelle ed io avevo capito una e tale l'ho fatta, ora che andava bene uno anche allegro finito male, ma dico mi devo preoccupare? ihihihihihihi

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    3. @lillina non ancora, non ancora
      beso
      angela

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  4. Ostrega, che bel racconto! E che fluidità nellla tua strampalatezza!

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    1. detto da te è proprio un complimentone
      bacio

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  5. Concordo con Melusina, è un racconto molto parlato, come un gomitolo aggrovigliato di pensieri che alla fine è districato, anche se il filo resta "mosso".
    c'è tristezza anche nel luccio che sbatte contro le pareti della vasca, sembra che sappia che finirà cotto.

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    1. grazie, i pesci non mi stanno sempre simpatici, ma quel luccio lo ricordo ancora R.I.P. ciao

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  6. e poi volevo dirti, che non c'entra con l'eds, che fai proprio dei bei disegni (e non sono riuscita a commentare di là). proprio belli.

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    1. grazie per i disegni
      (così rinforzo,ah ah ma nun te ce abituare...)

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  7. bellobello! mi ci vedo nel bagno........hai toccato i tasti della memoria collettiva. Ma come fai a comperarti il pesce in piazza...................

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    1. ode all'amica che verrà con me al mercatino !!!!!!!

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  8. Non mantengo la mia promessa di non commentare perche' questo racconto merita davvero i complimenti. E' scritto e costruito con rara sapienza, eppure il lavoro di lima che c'è dietro è trasparente: non si vede, e il racconto è agile e fresco. Ma il pregio maggiore è un altro. Oggi di vasche da bagno non ce ne vedono più tante, ma ogni volta che ne vedrò una mi verrà in mente quel povero luccio. Garantito :-) [gordon comstock]

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    1. ><((((º< sono e-mo-zio-nata e onoratissima perchè detto da te >º))))><
      vedi ti ho fatto pure i pesciolini ridenti

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  9. Non posso che unirmi ai complimenti :-)

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  10. Io ci trovo la dolcezza dei ricordi e mi hai riportato ai miei. Scritto proprio bene.

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  11. ╭━━━━━━━━━----╮
    ┃ohh . . :grazie ........
    ╰━━━━ O ━━━━━╯
    . . . . . . . o
    ╭━━━━━╮┏╮╭┓
    ┃╰╯╲╲╲┃╰╮╭╯
    ┣━━╯╲╲╰..╯┃
    ╰━━━━━━━━╯

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  12. Come sempre ottimo pesce in questo mercato!

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  13. Chissà perché nei bagni succedono sempre cose memorabili... forse perché ci spogliamo delle solite vesti? ;-)

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  14. Delizioso, e povero luccio! Brava Angela :)

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  15. oddio commento in una finestrella a parte......verrà bene ? quanto c'è di autobiografico ?
    a me sempre qualcosina, cmq ho sentito dire di disegni ma dove sono ?

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    1. Tutto autobiografico
      http://www.pierridisegni.it/

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    2. Tutto autobiografico
      http://www.pierridisegni.it/

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